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Rassegne e Manifestazioni 2015 PDF Stampa E-mail

Lunedì 14 Dicembre alle ore 21, presso il cinema Sala Sivori di Salita Santa Caterina a Genova, la sezione Ligure del Club Alpino Italiano e la Giovane Montagna di Genova organizzano la proiezione del film vincitore dell'ultimo Trento Film Festival: Ninì.
Il film, della durata di 65 minuti, verrà commentato da Flavia Cellerino.


IL FILM
Nell'estate del 1932 Gabriele Boccalatte e Ninì Pietrasanta si incontrano sul Monte Bianco: scalano insieme, si innamorano. Da allora fino al 1936, l’anno in cui si sposano, vivono la loro grande stagione alpinistica e aprono, come compagni di cordata, alcune delle vie più difficili delle Alpi.
Per tenere traccia delle loro imprese iniziano a scrivere diari e a fare fotografie. Ninì, una delle pochissime donne alpiniste di quegli anni, porta con sé in parete anche una cinepresa 16mm.
Nel 1937 nasce il loro figlio Lorenzo e nel 1938 Gabriele muore, cadendo da una parete. Ninì abbandona l’alpinismo estremo per continuare la sua vita di madre.
Qualche anno dopo la morte di Ninì, avvenuta nel 2000, il figlio Lorenzo ritrova in un baule le immagini girate dalla madre.
Regia di Gigi Giustiniani, drammaturgia di Raffaele Rezzonico.


INGRESSO LIBERO E GRATUITO anche per i NON SOCI, FINO A ESAURIMENTO POSTI.

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Mercoledì 18 Novembre alle ore 21, presso la sala di Letture e Conversazioni Scientifiche di Palazzo Ducale,la Giovane Montagna di Genova e la sezione Ligure del Club Alpino Italiano organizzano una serata tutta dedicata alle Alpi Apuane: Alpinismo Apuano di ieri l'altro, ieri e oggi.

 

Illustre ospite della serata sarà Angelo Nerli, Presidente onorario del CAI di Pisa, autore di guide sulle montagne toscane e storico esponente dell’alpinismo eroico in Alpi Apuane, che ha visto genovesi e toscani esplorare il gruppo, aprendo vie di notevole impegno. Con lui ci sarà Silvia Petroni, alpinista e scrittrice, che sposterà l’attenzione sull’alpinismo apuano di oggi.

INGRESSO LIBERO E GRATUITO anche per i NON SOCI, FINO A ESAURIMENTO POSTI.

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PREMIO STELUTIS 2015

'una Vita di fedeltà alla Montagna

 

Lunedì 9 novembre a Palazzo Ducale di Genova, presso la Sala Liguria alle 17e30, la Sezione Ligure del Club Alpino Italiano consegnerà il prestigioso premio Stelutis 'una vita di fedeltà alla montagna'.

Il premio dell'anno 2015 va a una figura carismatica e attivissima dell'alpinismo genovese e pilastro fondamentale della scuola di Scialpinismo 'Ligure' della nostra Sezione: Giangi Fasciolo.
Inoltre, la scuola di Escursionismo 'Monte Antola' consegnerà un premio di riconoscenza a Giovanni Pastine e a Margherita Solari nell'ambito del suo decennale.

Nell'occasione, oltre a festeggiare i premiati e avere la possibilità di visitare l'attigua mostra Magnetico K2 – Il ruolo della cooperazione italiana in Pakistan”, avremo l'occasione di assistere alla proiezione del film di Carlo Alberto Pinelli ''Doppio sogno all'Equatore'' sull'epica salita del Monte Kenia del 1943 che vide protagonista anche il genovese 'Giuan' Balletto e parlare dell'impresa con testimoni di 'seconda generazione'.
Ricordiamo che la storia della salita ha ispirato anche il celebre bestseller Point Lenana di Wu Ming 1 e Roberto Santachiara.

 

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K2 Magnetico e l'anomalia del Karakorum

Clicca sulla locandina per maggiori informazioni

Dal 4 all’11 novembre a Palazzo Ducale di Genova saranno protagonisti l’alpinismo, la cooperazione e la storia lunga cent’anni che lega Italia e Pakistan.

Cuore dell’evento sarà la mostra Magnetico K2 – Il ruolo della cooperazione italiana in Pakistan”, che raccoglie il contributo di esploratori e alpinisti legati a questa terra, a cui sono abbinati tre incontri con film e interventi di grandi personaggi del settore.
Il Pakistan è un Paese poco conosciuto dal grande pubblico. Ma tutti hanno sentito parlare del K2, sono rimasti affascinati da quelle montagne o si sono imbattuti in notizie di scontri fra guerriglieri e attacchi terroristici accaduti laggiù. La mostra è stata pensata per far scoprire questo Paese e il suo legame con l’Italia.
Per accompagnare i visitatori in un percorso che parte dalle epiche esplorazioni nei primissimi anni del Novecento, passa per la conquista del K2 e arriva alla nascita, nel 2014, del grande Parco del K2: il Central Karakorum National Park, oggi operativo grazie al contributo dell’Italia.
Curata da Gino Dellacasa e Pietro Coerezza, sarà inaugurata mercoledì 4 novembre alle ore 17.30.

LA MOSTRA
Il progetto “K2 magnetico e l’anomalia del Karakorum” si pone l’obiettivo di mostrare e far conoscere quel filo rosso che lega l’Italia al Pakistan – spiegano gli organizzatori -, il ruolo storico ed attuale del nostro Paese, la presenza diplomatica e culturale, l’impegno a favorire lo sviluppo sostenibile nei vari settori da quello economico a quello turistico”.
La mostra si sviluppa in tre sessioni.
La prima è dedicata alle esplorazioni della prima metà del ‘900, una fase esplorativa che si conclude idealmente con la prima salita sul K2 nel ‘54 da parte degli Italiani.
La seconda sessione è invece dedicata all’alpinismo di ricerca degli anni ‘80, all’esperienza del progetto Quota 8000 e alle scalate di Gianni Calcagno.
La terza sessione racconta invece il Central Karakorum National Park, divenuto operativo nel 2014 grazie al contributo di EvK2CNR e della cooperazione Italiana.


GLI EVENTI PRINCIPALI

  • Mercoledì 4 novembre alle 17,30 l'inaugurazione della mostra presso la Sala Liguria.
  • Giovedì 5 novembre alle 17,30Alpinismo ed esplorazioni in Karakorum”, presso la sala del Munizioniere, sarà dedicato ai grandi esploratori italiani e alle grandi sfide alpinistiche del Karakorum. Dalle prime esplorazioni del Duca degli Abruzzi, a Desio, Compagnoni, Lacedelli e Bonatti fino al progetto Quota 8000 e a Gianni Calcagno. Dopo la proiezione del documentario “Karakorum 1909-Spedizione di S.A.R. Duca degli Abruzzi al K2? di Vittorio Sella interverranno il giornalista Roberto Mantovani, il presidente dell’Associazione EvK2Cnr Agostino Da Polenza, e l’ex presidente del Cai Annibale Salsa.
  • Martedì 10 novembre alle 17,00 l’appuntamento è con “Il ruolo della Cooperazione italiana in Pakistan”, presso la Sala Liguria, che approfondisce invece il ruolo della Cooperazione Italiana in Gilgit Baltistan e il contributo a livello istituzionale nel rapporto tra Italia e Pakistan. Durante l’incontro verrà presentata la guida dedicata al Central Karakorum National Park.
  • Martedì 10 novembre alle 20,45 ci sarà la serata “In cima al K2, nel cuore del Central Karakorum National Park”, nel salone del Gran Consiglio, in cui verranno proiettati il film “Un urlo dalla vetta” di Daniele Moretti, SkyTG24 e il documentario “K2 and the invisible footmen” di Iara Lee del National Geographic. La serata si aprirà con il breve documentario “Il Central Karakorum National Park” e seguiranno interventi di Agostino Da Polenza, Daniele Moretti, Michele Cucchi, guida alpina e membro della spedizione Pakistan al K2 del 2014.


GLI EVENTI DI CONTORNO

  • Venerdì 6 novembre alle 18,00, presso la Sala Liguria, ''Pasubio e Ortigara'', serata di ricordo degli eventi bellici della Grande Guerra attraverso il filmato di Carmelo Marino.
  • Lunedì 9 novembre alle 17,30, presso la Sala Liguria, proiezione del film di Carlo Alberto Pinelli ''Doppio sogno all'Equatore'' sull'epica salita del Monte Kenia del 1943 che vide protagonista anche il genovese 'Giuan' Balletto e consegna dell'ambito premio ''Stelutis - una vita di fedeltà alla Montagna'' da parte della Sezione Ligure del CAI

 

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Martedì 27 Ottobre alle ore 21, presso i locali di Villa Bombrini a Cornigliano, la sezione Ligure del Club Alpino Italiano tramite la sua Sottosezione di Cornigliano organizza una serata dedicata al ricordo di un forte alpinista che decise di 'scendere dalle Montagne' per anteporre il suo impegno civile alle sue passioni.

Giuseppe Cederna, con l’aiuto del giornalista e storico dell’alpinismo Enrico Camanni, traccerà un profilo dello scalatore Guido Rossa, forte alpinista e martire repubblicano caduto sotto i colpi delle Brigate Rosse. Musiche dal vivo di Gabriele Taccia e Chicco Sciaccaluga.


Guido Rossa
Guido Rossa, nato in provincia di Belluno, emigra prima a Torino e quindi si trasferisce a Genova dove lavora all’Italsider di Cornigliano.
È un operaio e si impegna nelle lotte sindacali di cui diventa presto un protagonista. Viene eletto delegato sindacale della CGIL e un punto di riferimento per i suoi compagni di lavoro anche come componente del consiglio di fabbrica.
La sua militanza nel PCI lo vede assumere una posizione di chiaro sostegno alla linea politica del segretario Berlinguer. Così, nel dibattito sulla ‘solidarietà nazionale’ che avrebbe portato al
compromesso storico, Rossa non ha dubbi e difende questa scelta ampiamente criticata da quegli stessi 'compagni' che la ritenevano un tradimento del PCI verso la classe operaia.

Questo il suo impegno più costante, la ragione della sua attività di lavoratore e di sindacalista che non ha più il tempo di seguire le proprie passioni giovanili.
Rossa era infatti anche un grande alpinista e in montagna aveva imparato il senso della responsabilità e del rispetto verso sé stesso e verso gli altri.

Certo non poteva sapere che la sua storia avrebbe segnato una svolta nella lotta contro il terrorismo.
Quando Franco Berardi viene scoperto mentre distribuisce volantini firmati BR, nell’ITALSIDER, Rossa decide di denunciarlo. Per lui è una questione di principio.
Ma di fronte ai carabinieri è da solo a firmare la denuncia: i suoi compagni, che pure l’hanno appoggiato, hanno paura. La reazione dei terroristi non si fa attendere: Guido Rossa, il 24
gennaio 1979, sarà il primo operaio ucciso dalle BR.
La connivenza nei luoghi di lavoro, che in molti casi aveva protetto esponenti delle BR, subisce un duro colpo.
In quei giorni tristi per l'Italia saranno 250 mila le persone che parteciparono al suo funerale, per rendono omaggio a chi non ha esitato nel difendere la legalità dei principi democratici dello Stato.

Gli autori
Giuseppe Cederna è attore celebre di cinema e teatro, scrittore e alpinista.
Tra i film ricordiamo Marrakesh Express e Mediterraneo di GabrieleSalvatores e Italia-Germania 4-3 di Andrea Barzini, Il partigiano Johnny di Guido Chiesa, El Alamein di Enzo Monteleone.
Tra gli spettacoli teatrali: Amadeus di P. Shaffer con Umberto Orsini, Il giardino dei ciliegi, di Anton Cechov regia di G. Lavia, La Febbre di Wallace Shawn, Tacalabala! Il racconto del calcio regia di Giorgio Gallione, Il giro del mondo in 77 minuti, Lennon & John e Cani sotto la pioggia, spettacolo-concerto dedicato a Tom Waits e a Raymond Carver, Il Grande Viaggio, scritto con Francesco Niccolini e ispirato all’omonimo suo libro, e L'ultima Estate dell'Europa, il racconto straziante e attualmente in scena di un sopravvissuto alla Grande Guerra.
Da anni collabora con l’inserto di Repubblica – Viaggi, I Meridiani, L’Espresso e Gente Viaggi.

Enrico Camanni è approdato al giornalismo attraverso l’alpinismo.
È stato caporedattore della Rivista della Montagna e fondatore-direttore del mensile Alp e del semestrale internazionale L’Alpe.
Ha scritto libri di storia e letteratura dell’alpinismo e sei romanzi ambientati in diversi periodi storici.
Si è dedicato a progetti espositivi con la direzione scientifica del Museo delle Alpi al Forte di Bard, del museo interattivo del Forte di Vinadio e del rinnovato Museo della Montagna di Torino.
È vicepresidente dell’associazione Dislivelli.



La SottoSezione di Cornigliano della Sezione Ligure-Genova ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e pagina web) nel 2016 compie 80 anni e con questa serata vuole rinsaldare la sua presenza sul territorio della
delegazione dove è da sempre un punto di riferimento per gli amanti della montagna.
A breve verranno inaugurati anche i nuovi locali della sede in Via Tonale 43, presso il Circolo San Giacomo.



INGRESSO LIBERO E GRATUITO anche per i NON SOCI, FINO A ESAURIMENTO POSTI.

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Giovedì 22 Ottobre alle ore 21, nel salone della Sede in Galleria Mazzini 7/3, la sezione Ligure del Club Alpino Italiano organizza un'incontro dedicato alle Alpi del Mare, con la descrizione di un lungo itinerario che, dai parchi delle Alpi Liguri e Alpi Marittime, arriva fino a Mentone in Costa Azzurra.

La serata
Presentazione del libro dalle Alpi al Mare di Roberto Pockaj con una breve introduzione sui parchi e sulla candidatura UNESCO delle Alpi del Mediterraneo e quindi la descrizione delle tappe del trekking con numerose fotografie.

Il libro

Le Alpi del Mare, nome spesso utilizzato per indicare l’estremo lembo sud-occidentale dell’arco alpino, sono per molti escursionisti poco più che un oggetto misterioso. Forse per colpa della loro denominazione, Alpi Marittime e Alpi Liguri, che richiama decisamente il Mar Mediterraneo, la Riviera ligure e la Côte d'Azur, questi due settori delle Alpi vengono spesso associati, nell’immaginario collettivo, a verdi e dolci colline che lentamente digradano verso il mare.
Come ben sappiamo, nulla è più distante dalla realtà.
Le Alpi Marittime sono montagne severe, con molte cime che superano i 3000 metri, laghi glaciali in ogni dove, valli incassate e altissime pareti di rocce scure di origine magmatica. Le Alpi Liguri, che si tengono a lungo ben al di sopra dei 2000 metri, costituiscono una delle zone carsiche più importanti delle Alpi e, a chi le percorre, offrono paesaggi quasi lunari di rocce bianchissime alternati a distese di pascoli e impressionanti pareti calcaree praticamente verticali.
Ci troviamo al confine tra la Provincia di Cuneo, la Provincia di Imperia e il Département des Alpes-Maritimes: qui le Alpi si tuffano a picco nel Mar Ligure, senza alcuna pianura costiera, e proseguono la loro discesa anche sott’acqua, per quasi altri 3000 metri.
Questo incredibile caleidoscopio di paesaggi, ambienti, habitat, climi, rocce si è trasformato in un vero e proprio scrigno di biodiversità, dove convivono fianco a fianco specie vegetali mediterranee ed alpine e dove stambecchi e camosci pascolano godendosi il mare all’orizzonte.
Il Parco Regionale delle Alpi Marittime, il Parco Regionale del Marguareis e il Parco Regionale delle Alpi Liguri sul versante italiano, il Parc National du Mercantour sul versante francese, tutelano ormai da decenni questo patrimonio. Non solo: da alcuni anni i Parchi hanno incominciato il lungo processo per chiedere che le “Alpi del Mare” vengano inserite nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, per preservare alle generazioni future un territorio così prezioso.
Questo volume vuole dunque essere una proposta per esplorare lentamente, in maniera rispettosa, gli angoli più suggestivi dei quattro Parchi e di un territorio candidato a diventare patrimonio dell’umanità. Un trekking di 16 giorni, senza particolari difficoltà tecniche se non qualche tappa piuttosto lunga, che incomincia in Italia, tra i nevai perenni delle Alpi Marittime, e termina in Francia, sulle assolate spiagge di Menton. Un trekking che per varietà di colori, profumi e ambienti attraversati ha pochi eguali in tutto l’arco alpino e forse oltre. Un trekking che lascia senza parole chi lo percorre tutto d’un fiato. Ma anche un trekking che può essere gustato poco a poco, una o due tappe alla volta, scegliendo per ciascuna la stagione migliore. C'è’ solo una regola da rispettare per cogliere la vera essenza di questo affascinante itinerario: bisogna percorrerlo rigorosamente dalle Alpi al Mare.

Roberto Pockaj
Roberto Pockaj è nato a Genova nel 1967 ed è dottore di ricerca in ingegneria informatica ed elettronica. Appassionato di escursionismo e fotografia, dal 2003 è accompagnatore naturalistico in Piemonte e guida del Parco delle Alpi Marittime. Collabora da diversi anni alla realizzazione di guide, articoli e carte escursionistiche riguardanti le Alpi cuneesi; è autore del sito www.alpicuneesi.it, interamente dedicato all'escursionismo in provincia di Cuneo.
Volumi pubblicati:
- A. Parodi, R. Pockaj, A. Costa, Tra Marittime e Cozie, Andrea parodi ed., Luglio 2014
- R. Pockaj, S. Delfino, I Sentieri della Storia, Blu ed., Giugno 2014
- R. Pockaj, P.G. Garrone, Le fortificazioni della Valle Gesso, Blu ed., Luglio 2013
- A. Parodi, R. Pockaj, A. Costa, Nel cuore delle Alpi Liguri, Andrea Parodi ed., Aprile 2012
- A. Parodi, R. Pockaj, A. Costa, Sentieri e meraviglie delle Alpi Marittime, Andrea Parodi ed., Marzo 2010

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Mercoledì 7 Ottobre alle ore 21, nella Sala dei Chierici della Biblioteca Berio di Genova, la sezione Ligure del Club Alpino Italiano in collaborazione con il CNSAS organizza un incontro di testimonianza del terribile terremoto che ad Aprile 2015 ha sconvolto il Nepal.
Lo scopo della serata è di ricordo e di beneficenza.

La serata
Ad accompagnarci nella valle del Langtang sarà Giovanni 'Nanni' Pizzorni, lo speleologo recchelino che ad aprile si trovava con altri tre compagni proprio in quella zona per fini esplorativi.
Nanni ci racconterà della sua odissea e incredibile sopravvivenza agli eventi sismici e valanghivi che si sono succeduti nella zona e in cui persero la vita due dei quattro componenti della sua spedizione, Gigliola Mancinelli e Oskar Piazza.
Proprio in memoria di Oskar, membro del Soccorso alpino del Trentino, alpinista e speleologo della Scuola nazionale tecnici, vicedirettore della Scuola nazionale forre, è stata fondata un'associazione, Oskar for Langtang, che senza alcun fine di lucro ha scopi di assistenza e sviluppo nei confronti della popolazione proprio della valle del Langtang.

La serata sarà anche l'occasione per conoscerla e per raccogliere fondi in suo favore.

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Giovedì 11 Giugno alle ore 21, nel salone della Sede in Galleria Mazzini 7/3, ospiteremo il nostro Socio Andrea Parodi per la presentazione della sua nuova fatica editoriale che va ad arricchire la sua bella collana 'Appennino': il volume 'La catena dell'Antola'.

Il libro
113 escursioni fra Scrívia, Trébbia e Oltrepo, sui monti delle Quattro Province.
Al confine tra Liguria, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, nella zona chiamata “delle Quattro Province”, la catena dell’Ántola offre suggestivi percorsi escursionistici per boschi e prati, valli profonde e panoramicissimi crinali.
Oltre ai sentieri del Parco naturale dell’Ántola e delle zone limitrofe, nel libro sono descritte le escursioni sulle dorsali che si spingono verso l’Oltrepo, con i monti Carmo, Alfèo, Cavalmurone, Chiappo, Ebro, Giarolo, Lésima, Pénice, ecc., fino alla caratteristica Pietra Parcellara, che emerge come un dente di roccia dalle colline piacentine.

Rispetto alla prima edizione della guida, risalente all’ormai lontano 2001, i testi sono stati completamente aggiornati, e tutte le immagini sono nuove. Sono stati aggiunti numerosi itinerari, tra cui: il Costone della Ripa, i nuovi percorsi ad anello dal Rifugio Parco Ántola, il Giro del Postino, il Giro delle 12 fontane, la Via del Mare, la RigAntoCa, L’Alta Via dell’Ántola. Inoltre c’è un capitolo dedicato alle escursioni invernali da fare con le “ciaspole”.
Coautore della seconda edizione, insieme a Parodi che aveva realizzato da solo la prima, è il genovese Alessio Schiavi, già artefice del prezioso volume “Siamo andati in Ántola”. Oltre a contribuire all’aggiornamento e all’incremento degli itinerari, Schiavi  ha fornito nuove fotografie e molte notizie sulla storia e sulla fruizione del territorio, che rendono il libro assai più ricco e completo rispetto all’edizione precedente.


Andrea Parodi
Nato a Genova nel 1957, Andrea Parodi è autore e editore di dettagliate guide escursionistiche riguardanti la Liguria e le Alpi Sud-occidentali.
Appassionato di montagna e alpinismo fin da ragazzino, è laureato in scienze geologiche e collabora da molti anni con le principali riviste specializzate.
Ha scritto i primi libri negli anni Ottanta per altri editori, poi ha lavorato per alcuni anni come redattore presso l'Istituto Geografico De Agostini di Novara e infine si è messo in proprio ed è diventato editore dei suoi libri.
Nel 2003, con il volume “Alte vie della Liguria”, ha vinto il premio Anthia per il Libro Ligure dell'Anno.
Nel 2005 ha pubblicato “Nelle Alpi del Sole”, che si è classificato al terzo posto tra le guide nel concorso nazionale “Leggimontagna”.
Nel 2009 ha conseguito l'idoneità per esercitare la professione di guida ambientale ed escursionistica.


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La Sezione Ligure-Genova del Club Alpino Italiano ti invita ad una escursione organizzata per Domenica 24 Maggio sul Monte Lavagnola, assieme alle Sezioni liguri del Club Alpino.

Sulla vetta del Monte Lavagnola è posto un cippo con una targa a memoria dei 37 soci liguri del Club Alpino che perirono nella Grande Guerra.
Durante la prima guerra mondiale furono oltre 200 i soci CAI della nostra Sezione che vi parteciparono, in larga maggioranza proprio nelle truppe alpine, e la Sezione Ligure del CAI (allora in Liguria erano presenti solo la Sezione Ligure e la Sezione di Savona) volle ricordarli con il monumento e la targa posti proprio sul Monte Lavagnola

Oggi la targa è stata restaurata e la memoria verrà rinsaldata con una cerimonia civile e religiosa.




Gli ULTERIORI appuntamenti e iniziative della Sezione Ligure

- Questa sera Giovedì 21 Maggio alle ore 21 in Sede la serata dedicata alle vie del sale, a cura di Flavia Cellerino. Verranno prese anche le prenotazioni per l'escursione programmata per il 6 giugno lungo l'antica via da Capanne di Carrega a Capanne di Cosola con pullman riservato --> vedi dettagli
- La nostra Sezione, sensibile al disastro che ha colpito quella popolazione a noi così vicina, si è subito attivata per l'emergenza Nepal. Il consiglio Direttivo ha stanziato l'importo di 1000 Euro alla raccolta fondi promossa dal CAI Centrale (QUA tutti i dettagli) e invita tutti i Soci e simpatizzanti a fare la loro parte tramite il medesimo mezzo o le innumerevoli iniziative serie di aiuto.


L'ESTATE STA ARRIVANDO...TI SEI RICORDATO DI RINNOVARE LA TUA ISCRIZIONE AL CAI? HAI PENSATO A DIVENTARNE SOCIO? GUARDA QUI ALCUNE DELLE AGEVOLAZIONE PER I NOSTRI SOCI

 

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La Sezione Ligure-Genova del Club Alpino Italiano ti invita ad una serata dedicata alla riscoperta di percorsi antichi che solcano tutt'oggi i nostri monti: le Vie del Sale.

Appuntamento alle ore 21 di giovedì 21 Maggio, presso il salone della nostra Sede in Galleria Mazzini 7/3 in compagnia di Flavia Cellerino.

L’esposizione si completerà con un’escursione programmata per sabato 6 giugno lungo una classica via del sale che collegava il Mar Ligure ai paesi Padani (località, notizie logistiche, costi e prenotazioni al termine della conferenza).


La serata
Con la denominazione di via del sale si è soliti riferirsi agli antichi percorsi di commercio che mettevano in comunicazione la pianura Padana con il mar Ligure: il sale infatti, utilizzato per la conservazione dei cibi, era la più preziosa delle merci trasportate dai muli o dai carri, insieme all'olio ligure, a lana, pelli, cuoio, lino e canapa provenienti da oltremare, in cambio del vino e di altri prodotti dei versanti padani.
Esistono in realtà moltissime vie del sale: l'espressione è usata almeno dalla Toscana fino all'estremo Ponente ligure.
Dove passava la via del sale nella fascia di territorio delle Quattro Province? Un riferimento ovvio per l'enorme volume delle merci che vi transitavano, in arrivo o in partenza con le navi, era il porto di Genova...

Flavia Cellerino
Flavia Cellerino, genovese, appassionata di montagna da sempre grazie a suo papà ha come secondo amore (o primo) la storia e l’arte. Collabora da anni con istituzioni pubbliche e private per progetti culturali di vario genere. Ha curato mostre, scritto libri, presentato innumerevoli conferenze.
E’ da sempre convinta che la cultura debba essere una forma di servizio e non di potere e che il dialogo tra le varie discipline dello studio e dell’azione umana sia fondamentale.

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La Sezione Ligure-Genova del Club Alpino Italiano ti invita ad una serata dedicata alla scoperta di un'attività di montagna molto divertente: il Canyoning o Torrentismo o Rianezzo.

Appuntamento alle ore 21 di giovedì 14 Maggio, presso il salone della nostra Sede in Galleria Mazzini 7/3.
La serata
Il gruppo GOACanyoning, attivo da un decennio nella nostra Sezione e parte dell'Associazione Italiana Canyoning, descriverà l'attività del torrentismo con l'ausilio di numerosi filmati e illustrerà le possibilità di iniziare l'attività tramite il nuovo corso di primo livello in partenza a fine mese.
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La Giovane Montagna di Genova e la Sezione Ligure-Genova del Club Alpino Italiano ti invitano ad una serata dedicata allo sci ripido e di alta quota in compagnia di uno dei più famosi protagonisti di tale attività: Fabio Beozzi.

Appuntamento alle ore 21 di giovedì 7 Maggio, presso la Sala di Letture e Conversazioni Scientifiche di Palazzo Ducale a Genova (primo piano, ala est).
La serata
La Montagna attraverso gli occhi di uno sciatore di grandi pendenze.
Si tratta di una serata che affronta il tema della Montagna nei vari suoi aspetti, attraverso lo strumento dello sci. Gli sci infatti sono per il protagonista, molto più che due attrezzi per praticare uno sport all’aria aperta, ma con il passare del tempo hanno assunto un ruolo di strumento totale per crescere attraverso le esperienze in montagna, sia come alpinista che come persona.
Attraverso immagini, vicende e video Fabio Beozzi racconta la sua evoluzione di sciatore amante delle grandi pendenze: dall’agonismo al mestiere di maestro ed allenatore, attraverso la scoperta del ripido, la voglia di affermazione, l’alta quota, fino alla semplice ricerca del bello,lontana da auto celebrazioni o sensazionalismi.

Da quest'anno la conferenza viene ulteriormente arricchita dal video dello Chorum Olimpique in Alta Provenza, salita e discesa in sci attraverso le suggestive grotte sulla faccia est del Gran Ferrand, discesa che rappresenta molto bene la ricerca estetica come priorità rispetto ad una più fredda rincorsa del grado, che lo sciatore ha comunque più volte affrontato in discese di alto contenuto tecnico, come la Nord del Viso, la Nord dell’Aguille du Midi o della Verte fino alla prima discesa in sci del versante Messner sul monte Cho Oyu (8201m).

Fabio Beozzi
nato a Torino e residente a Sestriere, maestro ed allenatore di sci alpino dal 96, ha fatto parte del Comitato Alpi Occidentali gareggiando a livello Fis in tutte e quattro le specialità.
Pratica sci alpinismo, alpinismo e sci ripido.
Ha ripetuto gran parte delle grandi discese estreme su tutto l'arco alpino (Alpi Marittime, Monviso, Monte Bianco, Monte Rosa, Gruppo d'Ecrins, Alpi Svizzere)
Ha partecipato a spedizioni extraeuropee e nell'autunno del 2011 ha realizzato la prima discesa in sci della via Messner sul monte Cho Oyu ( 8201m) senza ausilio dell'ossigeno supplementare ed in solitaria.
Nel 2013 è uscito il libro “ Curve sulla Dea Turchese” - Ripido editore che racconta questa avventura sciistica nell’aria sottile.
Durante l'inverno parallelamente alla sua attività didattica presso la Scuola Sci Sestriere pratica il freeride e collabora con aziende di settore realizzando clips di cui spesso è l'autore delle musiche.
Gli ULTERIORI appuntamenti della Sezione Ligure, sempre a ingresso libero
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La Sezione Ligure-Genova del Club Alpino Italiano organizza per i primi tre lunedì di maggio la proiezioni di alcuni film di esplorazione, montagna e storia. Ingresso riservato ai Soci.

Si incomincia ore 21 di lunedì 4 maggio, nel salone della nostra Sede, con la proiezione del film 'FINIS TERRAE, la libertà di esplorare' di Fulvio Mariani con Walter Bonatti.

FINIS TERRAE

Fulvio Mariani, Italia, 1999, 56’, col, video con Walter Bonatti
Il film ripercorre, insieme a Walter Bonatti, la straordinaria vicenda dell'esploratore, fotografo, scrittore e cineasta salesiano Alberto Maria De Agostini, e la sua titanica opera di esplorazione, cucendo immagini ricavate dalle fotografie e dai filmati storici di padre De Agostini (che spaziano dal 1910 al 1956), con riprese attuali.
Il film, girato interamente nella Terra del Fuoco e in Patagonia nel corso del 1999, è un vero e proprio viaggio nelle terre del mito e propone in una curiosa prospettiva che affianca presente e passato, una fantastica sequenza di alcuni dei luoghi più spettacolari e selvaggi delle regioni americane dell'estremo Sud.




Gli ULTERIORI appuntamenti CINEMATOGRAFICI della Sezione Ligure, sempre a ingresso libero e riservati ai Soci

- Lunedì 11 Maggio alle ore 17,30 proiezione del film 'Scarpe al sole' di Marco Elter (1935): tre montanari dello stesso paese alpino - un veterano della guerra libica e due giovani - sono arruolati negli Alpini quando nel 1915 l'Italia entra nel conflitto mondiale. Cronaca delle loro vicissitudini tra trincee e retrovie
- Lunedì 18 Maggio alle ore 17,30 proiezione del film 'Uomini contro' di Francesco Rosi (1970): un giovane tenente partecipa al primo conflitto mondiale e, a poco a poco, assistendo alle follie di un generale e agli inutili macelli, comprende l'assurdità della guerra. Finirà fucilato per aver coperto i suoi uomini, responsabili d'ammutinamento. Film liberamente ispirato al libro di Emilio Lussu 'Un anno sull'Altipiano'

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La Sezione Ligure-Genova del Club Alpino Italiano è presente fin dal 1894 sulle Montagne con rifugi e bivacchi.
Forte di questa esperienza continua, ha oggi in sè una commissione rifugi che si occupa costantemente di tutti gli aspetti burocratici, tecnici e strutturali che si presentano quotidianamente agli attuali 6 rifugi di proprietà, più 2 gestiti per i parchi Antola e Beigua (quest'ultimo direttamente dalla S.Sezione di Arenzano) e 3 bivacchi.
I 5 rifugisti sono invece la custodia e cura delle strutture e la conoscenza con i frequentatori per cercare di attrarli nella loro attività commerciale e di venire incontro alle loro esigenze.

Alle ore 21 di martedì 28 Aprile, nel salone della nostra Sede, incontreremo gli uni e gli altri per farci raccontare di come siano cambiati nei tempi sia i rifugi che i loro frequentatori e di come si stanno evolvendo sia le strutture che l'affascinante lavoro del rifugista.

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La Sezione Ligure-Genova del Club Alpino Italiano e la Giovane Montagna di Genova, ti invitano ad una serata con uno dei più noti scrittori di montagna, giornalista e alpinista: Stefano Ardito.
La serata sarà l'occasione per la presentazione del suo ultimo libro: Alpi di Guerra, Alpi di Pace e per un ulteriore approfondimento sul nostro arco alpino ai tempi della Grande Guerra che, da cerniera tra popoli si trasformò in terreno di sangue e tomba per un numero immenso di giovani.

Appuntamento alle ore 21 di giovedì 23 Aprile nel salone della nostra Sede.


La Serata
Un secolo fa la Grande Guerra ha  insanguinato l’Europa. Nelle terribili battaglie combattute sui fronti della Somme, della Galizia, dell’Isonzo e del Carso hanno perso la vita milioni di ufficiali e soldati. Altri milioni di uomini sono stati mutilati o feriti.
Nel quadro generale del conflitto il fronte alpino, dal Passo dello Stelvio alle Alpi Giulie, ha avuto un ruolo secondario. Ma quelle battaglie combattute ad alta quota, tra pareti di roccia e ghiacciai, hanno emozionato generazioni di Europei. Sulle Dolomiti, sull’Adamello, sul Pasubio, sullo Jôf di Montasio e su decine di altri massicci, i militari italiani e austro-ungarici hanno costruito sentieri di arroccamento e vie attrezzate, caserme e fortezze, teleferiche e caverne artificiali. Cannoni e mitragliatrici sono stati issati fin sulle vette più alte. Oggi, mentre le trincee del Fronte occidentale e del Carso sono state riassorbite in un paesaggio di pace, le Alpi centrali e orientali sono diventate un grande museo all’aria aperta, percorso ogni anno da decine di migliaia di turisti, escursionisti e alpinisti. Ma esplorare trincee, bunker, musei e gallerie non basta. Per capire la tempesta che ha sconvolto tra il 1915 e il 1918 le Alpi occorre conoscere gli eventi, i loro protagonisti e le loro passioni, il mondo che li circondava. Stefano Ardito racconta con intensità e partecipazione alcuni episodi del conflitto, e permette agli appassionati di montagna e di storia di emozionarsi e di capire.
Perché comprendere il passato serve a costruire un’Europa di pace.


Stefano Ardito
Nato a Roma, è una delle firme più note del giornalismo di montagna e di viaggi italiano.
I suoi reportage e le sue inchieste sono stati pubblicati da Airone, Repubblica, Il Venerdì, Alp, Meridiani e Specchio, settimanale de La Stampa. Oggi scrive per Il Messaggero, Meridiani Montagne, Qui Touring, Plein Air e altre testate. Ha all’attivo alcune decine di guide e una ventina di libri, tra i quali 101 storie di montagna che nessuno ti ha mai raccontato (Newton Compton, 2012), La grande avventura (Corbaccio, 2013) e Storia dell’alpinismo in Abruzzo (Ricerche & Redazioni, 2014). Il pubblico di Rai Tre lo conosce grazie ai suoi documentari, messi in onda per vent’anni nel programma quotidiano Geo&Geo. Ha dedicato alla memoria e ai luoghi del primo conflitto mondiale sulle Alpi numerosi servizi giornalistici e la guida Sentieri della Grande Guerra (Touring Editore, 2014).

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La Sezione Ligure-Genova del Club Alpino Italiano inizia a parlare di Grande Guerra. A cento anni dall'entrata in Guerra della nostra Italia, dedicheremo una serie di appuntamenti all'argomento concentrandoci soprattutto sul lato umano che ha sconvolto tutta una generazione di nostri nonni.
A introdurci nell'argomento, una prima serata di approfondimento dedicata all'inevitabile liasion tra due attività così poco concordanti: Alpinismo e Grande Guerra.


Appuntamento con Matteo Canepa alle ore 21 di giovedì 16 Aprile nel salone della nostra Sede.



La Serata
Tra il 1915 e il 1918 si combattè sul fronte italo-austroungarico la cosiddetta Guerra Bianca. Le Alpi divennero scenario di un conflitto sanguinoso, dove la sopravvivenza quotidiana dipese più dalle condizioni climatiche e dalle capacità alpinistiche che dalle pallottole del nemico.
Una guerra che cambiò per sempre non solo la toponomastica di quei luoghi ma il rapporto stesso con la montagna.


Matteo Canepa
Scrive su pagina2cento, un blog creato con altri 5 amici che si prefigge l'obiettivo di raccontare lo sport a 360 gradi e dove le storie personali, piccole o grandi che siano, spesso si intrecciano con i grandi eventi del loro tempo. Ama la storia e ha profondo rispetto per la montagna.
Per questo crede che la memoria del passato debba restare viva, per non ripetere gli errori di un tempo e per essere più consapevoli della propria libertà.
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Ti invitiamo ad una serata organizzata dal nostro gruppo di Tutela Ambiente Montano (TAM) e pensata per approfondire gli aspetti geologici della fragilità del nostro territorio: Alluvioni e dissesti in Liguria - mitigazione del rischio e ruolo del geologo.

Appuntamento con il geologo Pietro Balbi alle ore 21 di giovedì 9 Aprile nel salone della nostra Sede.



La Serata
Il tema trattato è una disamina di quelle che sono le competenze del geologo, soprattutto in termini di individuazione e studio dei fenomeni e delle dinamiche naturali, e di quello che è il ruolo del geologo nella società. Nella seconda parte si passa ad esaminare i casi più eclatanti di dissesto occorsi nel genovesato in tempi recenti per cercare di individuare le cause ed i possibili interventi di mitigazione del rischio.


Pietro Balbi
Laureato in geologia e dottorato in scienze della terra con tesi sullo studio geologico e geologico strutturale dei Calcari del Monte Antola in un settore compreso tra Genova, Chiavari, la Val Fontanabuona e il Passo della Scoffera.
Attualmente libero professionista e consigliere dell'Ordine Regionale dei Geologi, ha di recente svolto un assegno di ricerca il cui oggetto era l'interpretazione in chiave geologica di dati geofisici raccolti in Antartide, in particolare dati aereo radar, aereo magnetismo e aereo gravimetria.

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5 MARZO 2015 - BMFF World Tour a Genova

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Sono in arrivo tre serate per gli amanti dei grandi trekking tra racconti un pò pazzi, scenografie incredibili e il Mare come presenza unificante

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Lunedì 12 Gennaio alle ore 21, con la collaborazione della Giovane Montagna di Genova, ospiteremo presso il salone della Società di Letture e Conversazioni Scientifiche di Palazzo Ducale una serata dedicata alla meritoria Operazione Mato Grosso e in particolare alla sua attività nella gestione di rifugi sulle Ande.


L'Operazione Mato Grosso e i suoi Rifugi
L' Operazione Mato Grosso (O.M.G.) è un movimento che si propone l'educazione dei giovani attraverso il lavoro gratuito per i più poveri in alcuni paesi dell'America Latina.
Per mezzo del lavoro i giovani intraprendono una strada che li porta a scoprire ed acquisire alcuni valori fondamentali per la loro vita: la fatica, il "dare via" gratis, la corerenza tra le parole e la vita, lo spirito di gruppo, il rispetto e la collaborazione verso gli altri, la sensibilità e l'attenzione ai problemi dei più poveri, lo sforzo di imparare ad amare le persone.
A sostenere le attività svolte dai volontari nelle missioni provvedono numerosi gruppi di giovani ed adulti che, in Italia, si riuniscono e lavorano per raccogliere i fondi necessari.

Tutto è cominciato in Val Formazza, prima con la costruzione del rifugio Claudio e Bruno, poi del Tre A. Ragazzi, spesso studenti, non abituati a lavorare, si sono trovati a fare la malta, le catene di sassi, a portare su a spalla tutti i materiali. Lavori umili e faticosi: molti ragazzi si sono avvicinati, chi per curiosità, chi perché cercava qualcosa di vero per la propria vita, chi solo per fare qualcosa "contro-corrente", "alternativo".
Qui, attraverso il lavoro duro e l'amicizia sincera, provando sulla propria pelle la fatica ed il freddo, hanno riscoperto i valori di una vita più semplice e vera, che è forse quello che tutti cerchiamo nell'andare in montagna.
Un cammino educativo, di attenzione verso i più poveri, che non è sfuggito all'occhio buono di Battistino Bonali. Battistino volle attirare l'attenzione del mondo alpinistico verso questo cammino e verso i campesinos che abitano le vallate della Cordillera Blanca. Con l'amico Giandomenico Ducoli tentò la scalata della parete Nord del Huascaran, dalla via Casarotto, mai ripetuta.
Caddero l’8 agosto 1993, a pochi metri dalla vetta. Il loro ricordo ha reso ancor più vero questo cammino e ha dato la spinta per la costruzione di altri rifugi, sempre con lo stesso spirito dei primi. In Val Camonica si è ristrutturato il Laeng e si è costruito il Torsoleto. In Perù, sulla Cordillera Blanca sono gli stessi ragazzi peruviani degli oratori dell'OMG a lavorare alla costruzione del rifugio Perù, sotto il Pisco, del rifugio Ishinca, del rifugio Don Bosco Huascaran.
I giovani che salgono tutti gli anni a lavorare nei rifugi lo fanno gratuitamente per aiutare i poveri non a parole, ma concretamente: tutti i soldi ricavati dalla gestione servono per sostenere le missioni dell’Operazione Mato Grosso in Perù, Ecuador, Brasile e Bolivia.
Essendo questi rifugi nati dal desiderio e dallo sforzo di tanti ragazzi sono sempre ben accetti gruppi di giovani che vengono a fare un’esperienza formativa accostandosi alla montagna.