La zecca seicentesca dei Doria
La zecca di Montebruno e la coniazione del "Luigino".
Si deve alla
Francia la coniazione di questo tipo di moneta per far fronte alla grande
richiesta di denaro contante e di opportune pezzature per il commercio nei porti
del Levante. Questo tipo di conio venne utilizzato frequentemente in Turchia.
Tra le varie zecche si affermò quella di Dombes (1663) producendo dei "Luigini"
recanti l'effigie della Principessa Anna Maria Luisa di Borbone e sul retro lo
scudo di Francia con tre gigli. Questa moneta servirà quale modello tipologico
ed iconografico per le numerose imitazioni che saranno coniate negli anni a
seguire. Il successo di questo conio potò ad una lievitazione del suo valore.
La gradevole immagine femminile raffigurata ed il suo utilizzo quale ornamento
da parte delle donne musulmane ne aumentarono ulteriormente la richiesta.
Venne a crearsi un enorme vantaggio economico legato a questa monetina, tale da
indurre molte Signorie a creare piccole zecche per la sua produzione. A questa
richiesta si contrappose una produzione di monete con sempre più basso
contenuto di argento, un'anomalia che indurrà la Turchia, nel 1669, a proibirne
la circolazione. Tra il 1665 ed il 1669 la Principessa Violante Lomellini Doria,
tutrice del figlio Giovanni Andrea III, volle sperimentare, attraverso le
piccole Zecche montane, questo lucroso commercio. E' del 1668 l'indicazione
dell'utilizzo di una Zecca in Montebruno per la produzione del Luigino.
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