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Il monte è custode dell'intera vallata che degrada verso il
mare in un susseguirsi di tutti i toni di verde. Sulla cima si è già
in alta montagna e si hanno di fronte il massiccio del Monte Rosa e
quello del Monviso. L'entroterra piemontese e l'arco ligure si congiungono
in perfetta armonia e tutta l'ampia zona (18.000 ettari) oggi costituisce
parco regionale. La morfologia del Beigua è fortemente controllata da
diversi eventi geologici che si susseguirono nei millenni e, quindi,
dal diverso tipo di roccia che la caratterizza. La sua storia iniziò
circa 200 milioni di anni fa, quando ancora non esistevano il Mar Mediterraneo,
ed il grande continente unico, la Pangea, si stava dividendo per l'apertura
dell'oceano Atlantico. Africa ed Europa iniziarono ad allontanarsi reciprocamente,
provocando l'apertura dell'oceano Ligure-Piemontese e formando la catena
alpina..
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Va dal Colle di Cadibona al Passo del Turchino ed è delimitato
dalle valli Bormida, Letimbro, Stura e Leira. Il displuvio appenninico
forma il più alto dorso del gruppo, parallelo e vicinissimo alla
costa i cui versanti risultano asimmetrici: quello tirrenico è
breve e ripido, in molti punti impervio, brullo, arido, accidentato,
quello opposto presenta invece contrafforti dall'andamento più
dolce, che racchiudono valli discretamente lunghe, ammantate di boschi
e ricche d'acque. La vetta del M. Beigua ( 1287 m) più che una
cima spiccatamente individuata è il punto culminante dell'altopiano
erboso boscoso che forma la dorsale dell'emersione a ponente di Genova.
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M. PAVAGLIONE 890 m; SCIALPINISMO A 15 mm DA GENOVA.
E' difficile immaginare, per chi non conosce la Liguria, come sia possibile
in quindici minuti da Genova permettersi inebrianti discese in neve
fresca. Eppure nelle prime ore del nuovo innevamento, in modo che gli
inevitabili venti di scirocco non ne abbiano appesantito il manto nevoso,
la magia bianca è pronta a stupire gli interpidi sciatorialpinistici.
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