IL PARCO NATURALE DEL BEIGUA: UN MONDO IN CONTINUA EVOLUZIONE

Una particolarità della Liguria è costituita dall'incredibile vicinanza di due mondi diversi, ma in grado di fondersi l'uno nell'altro, conferendo al paesaggio forme uniche.
Un buon esempio è fornito dal Parco naturale del Beigua, dove i monti ed il mare si misurano in una continua lotta, volta alla conquista di nuovi spazi da invadere ed il precario equilibrio che governa i due ambienti si evolve silenziosamente, alle spalle di una civiltà forse troppo irriverente.
I numerosi bacini idrografici suddividono l'area in valli e minuscole vallecole, modellate nel tempo da agenti geologici, atmosferici ed antropici e contribuenti alla strutturazione dell'attuale spartiacque ligure - padano.
Eventi, quali la formazione della Catena Alpina e dell'Appennino Settentrionale, hanno permesso l'instaurarsi di regimi tettonici in grado di controllare l'andamento dei corsi d'acqua e, quindi, dei crinali, delle spianate, delle coste e così via.; in particolare, lo studio condotto sui bacini idrografici, sia sul versante padano che sul versante tirrenico, ha dimostrato come lo spartiacque principale, ugualmente ad ogni forma del terreno, sia un "oggetto" dinamico, capace di muoversi più o meno velocemente.
E' evidente che negli ultimi 40.000 anni, quindi nell'Era Quaternaria, si è spostato prevalentemente verso nord, in concordanza con l'assetto geomorfologico dell'area del Beigua, dove i corsi d'acqua di pertinenza tirrenica, al contrario di quelli padani, tendono ad arretrare la propria testata, grazie ad un'erosione dei versanti molto più incidente.
Si suppone che tale erosione sia stata agevolata da movimenti di tipo verticale, che interessano l'area tuttora e che sarebbero testimoniati dall'esistenza di superfici relitte, in corrispondenza delle vette principali. Un esempio è la grande spianata che si sviluppa sulla cresta del M. Beigua.
Ricostruzioni paleogeografiche indicano la presenza di un'unica superficie sommitale, debolmente inclinata verso nord, a quote decisamente inferiori rispetto alle attuali, estesa all'incirca dal Colle del Giovo Ligure fino al Passo del Turchino.
Di grande aiuto, poi, sono stati gli studi condotti sull'assetto idrografico attuale, che, in ogni caso, confermano un innalzamento dell'area, accompagnato da un forte arretramento dei bacini tirrenici, a scapito di quelli padani, quindi un basculamento differenziato in senso est - ovest, che avrebbe provocato la "cattura" di alcuni corsi d'acqua, cioè l'annessione di parte di corsi d'acqua o di corsi d'acqua completi a bacini adiacenti, sia in direzione est - ovest, che nord - sud.

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