L' ECOMUSEO DELLA VIA DELL'ARDESIA
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Chiapparino
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| Un antico opificio per la lavorazione dell'ardesia, con ciminiera datata 1900, sottoposto ad attenti restauri, costituisce un caso esemplare di recupero e riutilizzo. Vi trovano posto il centro espositivo e di accoglienza visitatori, l'ufficio informazioni prenotazioni, una sala convegni, lo show room dell'oggettistica e dei complementi dell'arredo, il bar ed il punto di ristoro. | ![]() |
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Isolona di Orero
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| Cave in sotterraneo, facilmente accessibili, sono state illuminate in modo suggestivo per mettere in risalto le particloarità geologiche ed i segni lasciati dal secolare lavoro dell'uomo. Nel vicino "baracun" si trova il laboratorio con le vecchie macchine, dove i blocchi di ardesia venivano sfaldati e trasformati in lastre. | ![]() |
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Cicagna
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| Due musei didattici, realizzati con rigorosa impostazione scientifica: quello dell'ardesia, per approfondire la conoscenza di questo materiale, e quello storico archeologico per ripercorrere le vicende della valle dalla preistoria al medioevo. A pochi passi, sul piazzale della chiesa, si può ammirare la bella torre campanaria del XI secolo. | ![]() |
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San Salvatore
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| La Basilica dei Fieschi (secolo XIII) e l'antistante palazzo comitale sono la più alta espressione dell'aredsia nell'architettura monumentale. Percorrendo i sentieri che salgono al monte SanGiacomo, luogo della più remota estrazione, si coglie la continua presenza della pietra "di Lavagna" ne rustici edifici contadini e nella dolce geometria delle fasce di ulivi. E il pensiero corre alle "portatrici" che scendevano scalze dal monte fino al mare con pesanti lastre tenute in equilibrio sul capo. | ![]() |
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Monte Tuggio
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L'itinerario delle "cave storiche" di Monte Tuggio fa toccare con mano la fatica dei cavatori dei secoli scorsi, materializzata negli infiniti colpi di piccone impressi sulle apreti dei cunicoli scavati nella roccia, stretti come tane. L'itinerario si può percorrere risalendo da Cassanesi, oppure partendo da Tribogna e utilizzando la strada che percorsero gli avi di Cristoforo Colombo per trasferirsi da Terrarossa di Moconesi a Quinto. |
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