Andar per tetti in bicicletta? Ardesia?Cos'è l'ardesia, e perchè un
itinerario in bicicletta?
Domande sacrosante ed ecco le risposte. L'ardesia o lavagna è una pietra che
ha una caratteristica particolare: con grande facilità si suddivide in lastre,
le lastre sono impermeabili, essendo nere vien bene a scriverci con il bianco
del gesso e se ci si mette sopra un panno verde le palline filano via che è
una meraviglia; ed allora nell'ordine abbiamo: le lastre per le coperture dei
tetti di Liguria, le lavagne che tutti abbiamo usato a scuola e i tavoli da
biliardo. Perchè un itinerario in bicicletta? Dietro Lavagna (sinonimo di ardesia),
sulla costa ligure, c'è una fila di montagne fatte d'ardesia ed in particolare
il monte San Giacomo. Da questo monte, subito dietro il mare, per secoli è stata
estratta la pietra che, tagliata in lastre, veniva portata dalle donne sulla
testa fino al mare dove veniva caricata su grandi barconi di legno, i leudi,
e di qui è finita poi su tutti i tetti di Liguria. Dove non c'è ardesia non
c' è Liguria; e dove c'è ardesia c'è il carattere di questa gente e per spiegarlo
lasciatemi la poesia di un ligure: "L'ardesia è la pietra domestica,
dimessa e restia a mettersi in mostra dei giorni feriali, adatta a noi, fatta
come noi.. Il marmo, il travertino sono le pietre della festa, solenni illustri
pomposi imperiali papali, noi ne facciamo uso più da morti che da vivi.
Iol nostro genio è vestito da operaio, disdegna e teme le apparenzea,
ama ricchezza la cerca ma per il gusto fasto; in una terra di acqua mare, senza
grano per fare il pane l'uomo ligure ha avuto migliaia anni di paura, la paura
della fame, la paura del domani; e non se l'è ancora levata di dosso.
La sua pietra non poteva essere il marmo o altro di simile ; la sua pietra è
l'ardesia, l'umile pietra dell'uomo che può avere enormi ricchezze, e
adopera la sua arte non tanto a fare denaro, quanto a non fare rumore, non fare
voltare la gente; unoche si batte con costanza durezza, ma gli da fastidio vestirsi
con la pelle del vincitore. ... Quando la natura ha inventato l'aredsia sapeva
anche posto giusto dove metterla;.. quel suo grigio ossidato in qualunque posto
sarebbe triste, carico di una vecchia irreparabile malinconia. In Liguria, appena
il sole la tocca, l'aredesia si accende, arde, questa è la sua luce favorevole;
non una luce violenta lampante, ma la luce di qui, calma, tranquilla, amichevole;
la stessa dei nostri olivi alacri e silenziosi.V.G.Rossi. Ardesia Pietra di
Liguria Ed. Banca Carige) Insomma ripercorrere dell'ardesia visitarne le cave,
scoprirla nel paesaggio significa conoscere questa terra e questa gente di Liguria.
Si parte di prima mattina da Sestri Levante, un classico borgo marinaro della
riviera ligure incastrato su un promontorio tra due piccoli golfi: case colorate
a picco sul mare, tetti in ardesia, qualche barca di pescatori adagiata sulle
spiaggia ed un turismo che non ha ancora cancellato totalmente gli aspetti più
veri e più antichi del paese. Prendiamo l'Aurelia verso Lavagna lungo la costa
nell'unico tratto pianeggiante della riviera Ligure tra Genova e La Spezia,
giusto per scaldare la gamba; a Sestri Levante, tirato in secca sulla spiaggia,
c'è uno splendido Leudo, un vecchio barcone a vela che veniva usato per i trasporti
di materiali pesanti, che vale almeno un'occhiata. A Lavagna, ancora in pianura,
lasciamo la costa prendendo a destra verso San Salvatore dove c'è una splendida
abbazia, l'abbazia dei Fieschi antichi signori di Lavagna e già citati dall'Alighieri
nella sua Commedia. L'abbazia va visitata in quanto costituisce un vero gioiello
della storia dell'arte e perchè, guarda caso, è fatta d'ardesia. Pagato il dazio
alla cultura prendiamo la salita tra splendidi ulivi verso Breccanecca lungo
Via Maggiolo, adesso la strada s'impenna e la Liguria comincia a mostrare il
suo profilo: una balza strapiombante sul mare. Arrivati a Breccanecca prendiamo
respiro e procediamo in pianura fin quasi a Cogorno; prima dell'indicazione
Cogorno secca svolta a sinistra e riprendiamo decisi a salire. Da questo punto
cominciava lo sterrato, ma proprio quest'inverno anche il tratto che portava
fino alla cappella del monte San Giacomo è stato incredibilmente ed assolutamente
inutilmente asfaltato. E' un tratto di strada quasi magico in quanto si lascia
d'improvviso un paesaggio di case e villette per addentrarsi in un bosco di
castagni praticamente intoccato.
Erano qui le antiche cave di ardesia e ancora
ben si riconoscono. Subito sulla sinistra ci sono i ricoveri degli operai e
l'accesso all'antica cava; restano in evidenza lastroni e blocchi d'ardesia
estratti e rimasti inutilizzati. Lungo tutta la salita ed immersi nel bosco
si riconoscono le tracce di questo mondo andato per sempre. Fino a cento anni
fa questi boschi pullulavano di cavatori e la montagna era attraversata da sentieri
e mulattiere su cui sfilavano le donne trasportando fino al mare le lastre d'ardesia
sul capo . Il nostro percorso voleva in effetti essere lungo questi antichi
tracciati, ma purtroppo l'asfalto, le nuovi costruzioni e quant'altro hanno
reso irriconoscibili ed impercorribili questi tratti. (Se ne riconoscono qua
e là nel bosco degli spezzoni ancora lastricati d'ardesia o limitati da grandi
pietre messe di taglio)
Arrivati alla cappella del San Giacomo si attacca una strada sterrata che sfila
accanto alla trattoria "Ca de Vulpe" e si va per circa un chilometro arrivando
sino ad una cancellata che chiude la strada alle macchine e che si passa agevolmente.
Abbiamo lasciato adesso il versante a mare e siamo nel versante a Nord verso
l'appennino; si prosegue in piano lungo la strada per circa due chilometri.
Arrivati in fondo inizia un sentiero in costa in leggera salita; questo è un
tratto più delicato in quanto il sentiero è stretto e un po' ripido; è comunque
molto breve e si può fare a piedi senza fatica. In poco si raggiunge il poggio
delle Rocchette e ritroviamo di fronte a noi il mare ed il Golfo del Tigullio;
un vero spettacolo. Si va per cresta prendendo a sinistra fin sul Monte Capenardo:
è un punto splendido; se fate il percorso al cambiar della stagione sul lato
mare avrete ad esempio i colori freschi e vivaci della primavera e sul lato
a monte ancora il triste dell'inverno e magari anche qualche traccia di neve
sui crinali all'ombra. Arrivati al Capenardo preso l'ultimo respiro a 693 e
passa metri ci tuffiamo in discesa verso Sestri Levante fra antiche cave e spettacoli
di mare. Presto raggiungiamo una strada sterrata che precipita a San Bernardo
dove riattacca l'asfalto. A questo punto avete due scelte: chiudere in trattoria
San Bernardo o tenersi l'appetito e tuffarsi in mare a Sestri Levante nella
splendida spiaggia del Porto Bello.
Il percorso può essere svolto in qualunque
stagione; nonostante si svolga lungo e vicinissimo ad una delle zone più battute
dal turismo balneare può essere una fuga dal caos e dal traffico ferragostano
della costa. Il percorso si svolge per il 50% su sterrati di cui il 25% su sentieri:
solo un tratto di circa quattrocentometri in leggera salita può risultare non
ciclabile per i meno esperti; per il resto è un percorso molto facile. Considerando
che il percorso si affaccia per la quasi totalità sul Golfo del Tigullio con
vista costante sul Monte di Portofino come bellezza propongo un quattro stelle.
Le vecchie cave del san Giacomo non sono visitabili, si possono invece vedere
le cave della Fontanabuona dietro Chiavari; in particolare nei paesi di Cornia
e Moconesi oltre la visita all'Ecomuseo. Le possibilità di alloggio sono infinite
sulla costa tra Chiavari e Sestri anche se purtroppo non a basso prezzo soprattutto
nella stagione estiva: ci sono campeggi a Sestri Levante (verso Riva Trigoso),
Lavagna e Chiavari. Percorrenza da due ore e mezzo a quattro e mezzo. Infine
vogliamo darVi qualche consiglio gastronomico: sostituite il pane con la focaccia,
nei primi piatti sono obbligatorie le trofie al pesto ed i pansoti al sugo di
noci. Per secondo suggeriremmo le torte di verdura e la farinata per restare
abbastanza leggeri e non esagerare. Necessari in quasi tutte le stagioni occhiali
da sole, e costume da bagno; percorso fattibile tutto l'anno.