Nel passato è sempre stata
molto forte la correlazione tra costruttori di barche e contesto naturale ovvero
tra mare e bosco, tra costa ed entroterra; le barche infatti venivano costruite
sulle spiagge ed il legno necessario veniva reperito nei boschi delle valli
dietro alla costa.
Le attività socio economiche erano quindi conseguenza delle possibilità offerte
dall’ambiente e le risorse del territorio avevano un loro valore d’uso.
Se si analizzasse il rapporto tra territorio e superficie occupata dai boschi
si scoprirebbe che la Liguria è la zona più boscosa d’Italia ed è proprio la
presenza di grandi aree boschive vicino alla costa con differenti specie arboree
che ha sempre costituito un inscindibile legame tra maestro d’ascia e boscaiolo.
Il boscaiolo da semplice taglialegna diveniva allora colui che nella foresta
sapeva riconoscere quanto poteva servire al cantiere navale e quindi da quali
piante si potevano ricavare i corsi di fasciame, i dritti di prua e di poppa
piuttosto che gli alberi e le antenne e soprattutto il "corbame" ossia l’insieme
della costolatura delle imbarcazioni.
Per ovviare alla scarsità dei legnami storti si cercava di modellare le piante
durante la crescita piegandole con funi e pesi per ottenere così le curvature
desiderate.
Il bosco era quindi una risorsa estinguibile e gli utilizzatori dei suoi prodotti
ne erano ben consapevoli tanto da adottare nei secoli regole atte a salvaguardarlo.
Le imbarcazioni dovevano quindi adattarsi strettamente al proprio ambiente e
le loro dimensioni, forme ed attrezzature erano frutto di una miscela di culture
diverse.
Di conseguenza le tecniche costruttive si adattavano alle varie situazioni creando
quindi una estrema varietà di tipi rappresentativi delle singole comunità costiere,
espressioni di peculiarità locali non meno importanti dei diversi dialetti.
Nascevano così molti tipi di "gozzi" che solcavano le coste del Mediterraneo
e che oggi sempre più raramente riescono a connotare un certo tratto di litorale
rispetto ad un altro.
Ecco dunque che le vecchie imbarcazioni spesso abbandonate sulle spiagge assumono
per noi oggi un forte valore storico ed il tentativo da parte degli ultimi maestri
d’ascia ancora in attività e dei pochi amatori della nautica storica di sottrarli
all’inevitabile distruzione del tempo, così come ogni altro processo di restauro,
non solo serve a ridare dignità e decoro ai singoli "oggetti" ma anche ad incentivare
il recupero di antiche professioni in grado di trasmettere questa grande ricchezza
culturale propria delle terre liguri.