IN BICICLETTA SOPRA UNA STRADA DI VELLUTO

ITINERARIO CICLISTICO SU STRADA

Località: Chiavari - Val Fontanabuona - Recco - Tigullio - Chiavari
Partenza e arrivo: Chiavari
Tempo: ore 2 ca.
Epoca: tutto l'anno
Carte: TCI 1:200.000 Liguria
Accesso: Autostrada A7 Genova - Rosignano, uscita di Chiavari

Itinerario facile e breve, ma con alcuni strappi di salita

Il percorso parte da Chiavari, ridente cittadina affacciata sul golfo del Tigullio, che ha negli antichi portici lungo il "carruggiu dritu", il vicolo principale, una delle caratteristiche storiche ed architettoniche più singolari: gli archi e le colonne si susseguono fitti in un armoniosa alternanza di stili, epoche e materiali diversi fra loro. Da Chiavari si raggiunge Carasco in 6 chilometri di scarso interesse; da qui a sinistra lungo la Fontanabuona si raggiunge Monleone: si lascia adesso la strada larga del fondo valle e si prende a salire dolcemente fino alla frazione di Acqua, di qui si attraversa un ponte sulla destra e la valle immediatamente si stringe e la strada sale sotto le ruote; per fortuna Lorsica si vede abbastanza presto e si possono dosare le forze lungo la salita. Lorsica, paese di circa 150 persone, arroccato in cima ad una montagna d'ardesia, è stato il regno dei damaschi tessuti a mano. Arrivati in paese, seguendo i timidi cartelli in pochi metri si arriva alla fabbrica dei De Martini, una piccola casetta con due telai; la spoletta qui corre da cinquecento anni. Siamo saliti fin qui solo per questo: vedere ancora una corsa. Torniamo indietro in discesa e a Monleone si riprende la Fontanabuona fino a Gattorna; la valle corre tra due file di monti che ci separano a sinistra dal mare ed a destra dall'appennino emiliano. Da queste falde esperte maestranze estraggono l'ardesia che ha riempito di grigio i tetti di Liguria e il mondo di tavoli da biliardo. Sotto il mitico panno verde batte infatti cuore d'ardesia. A Gattorna si volta a sinistra fino ad Uscio, si scollina la dorsale che delimita la valle e finalmente ritroviamo il mare; il golfo di Genova. In veloce discesa si raggiunge Recco, piccola cittadina, durante la guerra martoriata dai bombardamenti e poi massacrata dalla fretta della ricostruzione e dalla speculazione. Si piega verso Camogli che si raggiunge in quattro chilometri: il mare non si dichiara ancora tra case ed oleandri, ma é molto vicino; per stradine e carruggetti si arriva a Camogli, uno dei borghi marinari leggendari e più affascinanti di tutta la riviera ligure. Si lascia Camogli tornando verso l'Aurelia, adesso in aspra salita, poi la strada lascia respirare ed il panorama si allunga su tutto il golfo, fino a Genova ed anche più. A Ruta si scollina in galleria e, in vista di S. Lorenzo, si apre il golfo del Tigullio; sempre in discesa fra boschi di ulivi si arriva a Santa Margherita, cittadina turistica che non del tutto ha cancellato le origini marinare e le tracce di antiche pescatori. In piano, per una strada splendidamente incastonata tra scogli sciacqettanti e rocce di puddinga si arriva a Portofino: qui il mito dell'antico borgo si rinnova ancora una volta. Di nuovo indietro per la stessa strada fino a Santa Margherita, poi S. Michele di Pagana e Rapallo da superare solo ed esclusivamente lungo la passeggiata a mare. Ancora si segue l'Aurelia che prende a salire, non subito e graduale, prima dell'imbocco della galleria verso Zoagli piegate a destra verso il Castellaro; la strada, senza macchine, taglia la scogliera: fermatevi a guardare il mare, il Monte di Portofino e il promontorio di Sestri Levante che chiudono il Golfo: indimenticabile. Si torna sull'Aurelia e lungo il rettilineo, in discesa, c'è, in una casa tipicamente ligure, la fabbrica di tessuti dei Gaggioli: sono gli ultimi tessere a mano i velluti e , come a Lorsica i De Martini, sono gli ultimi testimoni di una tradizione antichissima. Si torna sulla strada principale e in poco si é a Zoagli. L'antico borgo é sopravvissuto solo per metà, l'altra se la sono portata via, come a Recco, le bombe dell' ultima guerra che miravano al ponte della ferrovia. A Zoagli ci sono due splendide passeggiate a mare pedonali che valgono una sosta; fra le due torri che chiudono il piccolo golfo c'è la spiaggia da cui, fino alla costruzione della ferrovia a fine ottocento, per andare a Genova si prendeva la "felua": una imbarcazione a vela che salpava la sera e viaggiava con il vento di tramontana durante la notte ed al mattino approdava in città. Ripresa la bici riparte la salita: ancora scogliere, olivi, oleandri e mare all' infinito. Prima di arrivare a Chiavari sulla destra sopra una galleria dell'Aurelia c'è lo splendido Santuario delle Grazie: l'ultima immagine da portarVi via prendeteLa da qui.


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